«L’indice Maqi, che misura la qualità amministrativa dei municipi italiani, può diventare uno strumento di grande utilità interna per gli enti locali. Deve servire all’amministrazione per auto-valutarsi e capire dove sia prioritario intervenire, così come ai cittadini per valutare il governo locale». Ne è convinto Matteo Mazziotta, direttore centrale Sistan e Territorio per Istat e membro del team di ricerca che ha elaborato l’indice Maqi, per altro utilizzando la metodologia ideata ancora anni fa dallo stesso Mazziotta per costruire indici compositi e oggi utilizzata dai principali uffici di statistica e organizzazioni internazionali.
Della forza di questi indici si è parlato anche la scorsa settimana: l’indice Maqi è stato citato nell’ambito del panel «I numeri dei comuni. Statistiche granulari per comprendere e decidere», organizzato da Ifel e Istat, durante l’assemblea nazionale dell’Anci a Bologna. «L’appuntamento è stato molto partecipato - racconta Mazziotta - perché gli amministratori locali sono ormai consapevoli di quanto i dati della statistica ufficiale siano diventati strumenti di lavoro essenziali per orientare le politiche di intervento sul territorio».
L’indice composito, calcolato per oltre 7mila Comuni italiani, è stato presentato per la prima volta sulla rivista scientifica Social Indicators Research lo scorso gennaio. «Si tratta di una delle più lette e studiate riviste al mondo per la misurazione di fenomeni sociali ed economici - spiega Mazziotta - e non è facile arrivarci».








