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Ultimo aggiornamento: 10:31

Sguardo a destra, poi a sinistra, poi ancora a destra e ancora sinistra. Infine il rovescio largo di Carlos Alcaraz sul match point e l’esultanza sfrenata. Da ieri sta facendo il giro sui social l’immagine dell’angolo di Jannik Sinner esplodere di felicità dopo la vittoria alle Atp Finals. Uno staff in festa, tutti abbracciati tra loro. Tutti tranne uno: Umberto Ferrara, esploso in un pianto liberatorio, con le mani al volto in preda all’emozione. Ferrara è oggi il preparatore atletico di Jannik Sinner, ma soprattutto lo era anche quando è venuto fuori il caso Clostebol, costato tre mesi di stop all’altoatesino. Un caso in cui lo stesso Ferrara ha avuto grande responsabilità.

La positività di Sinner è stata infatti causata dalla contaminazione involontaria da Trofodermin, prodotto utilizzato in un trattamento. Prodotto che proprio Ferrara aveva acquistato e poi prestato a Giacomo Naldi – fisioterapista che aveva successivamente massaggiato Sinner – per curarsi una ferita a un dito. Ecco perché Ferrara fu travolto dalle critiche, con Sinner che decise di licenziarlo. A luglio il ritorno. L’azzurro lo richiama nel team. Una riconciliazione da un punto di vista lavorativo, un gesto umano: nessuno come Ferrara conosce il corpo di Sinner, ma soprattutto Ferrara – insieme a Darren Cahill e Simone Vagnozzi – è ormai parte di un team che Sinner ha sempre definito “famiglia” e “tassello fondamentale” per il suo percorso.