La cosa straordinaria di Jannik Sinner da Sesto Pusteria, freschissimo vincitore delle Finals, non è solo legata al risultato (titolo confermato a Torino, 31ª vittoria di fila sul cemento indoor, zero set persi in tutto il torneo, annichilito l’eterno amico/rivale Alcaraz, gioia diffusa e incontenibile, annessi e connessi) e nemmeno il grano intascato (cinque milioncini di euro che schifo non fanno) e se vogliamo neppure la rivincita sui petulanti criticoni delle scorse settimane che «gne gne gne quello lì non si sente italiano» e «gne gne gne pagale tasse a Montecarlo» e «gne gne gne te lo spieghiamo noi come si rispetta il tricolore» (ma poi ieri e oggi hanno saggiamente scelto di cucirsi la bocca e manco per idea si son messi a scribacchiare).

Nulla di tutto questo. La cosa più strabiliante che ci ha lasciato la domenica sportiva è il devastante e per certi versi storico sorpasso del tennis griffato Jannik nei confronti del Dio Pallone, certificato nei numeri e pure negli umori degli italiani.

I NUMERI DELL’AMORE

Il popolo che, di fatto, nella stucchevole disfida tra pensatori e Jannik si era già virtualmente schierato dalla parte del roscio, domenica ha ufficialmente consegnato il suo cuore sotto forma di schermi accesi e sintonizzati sul prediletto. Trattasi di 6.789.000 spettatori che hanno scelto di piazzarsi davanti alla tv nelle quasi tre ore di diretta spettacolare e serratissima. Il tutto per uno share complessivo - tra Rai2 e Sky - del 35,7%, che ai profani dirà poco e spieghiamo in quattro parole: una marea di gente (è stato match di tennis più visto di sempre in Italia). Il dato rende ancor più l’idea se associato a quello dei pedatori azzurri, disintegrati dai vichinghi norvegesi di fronte a 7.516.000 spettatori su Rai1. Tanti se si ragiona sulle singole “teste” ma con share inferiore (34,3%).