NEW YORK - Chi era veramente Rock Hudson? Era il Jekyll-Hyde dell'era moderna che di giorno fa l'Apollo rubacuori secondo tutte le regole hollywoodiane e di notte diventa un Adone incatenato da una Persefone maschio e trascinato nei meandri della bassa lussuria, per finire appagato nei sensi ma distrutto dal maleficio dell' Aids? E se fosse stato un uomo più complesso di quanto si è sempre supposto, bisognoso d'amore, ma amore di tutti i tipi, sia pure travolto da un germe che potrebbe non aver raccolto nel lordume di certi bar ma, mettiamo, in una siringa di ospedale?

Chi fosse Rock Hudson, o Roy Scherer com'era nato, se lo chiedono ora due libri usciti contemporaneamente negli Stati Uniti. Giungendo a conclusioni diverse, era inevitabile che creassero daccapo rumore intorno alla figura dell'uomo, se non dell'attore.

Il 4 settembre dell'anno scorso, un mese prima della sua scomparsa, Rock Hudson vide nella sua villa di Beverly Hills, "Il Castello", la giornalista Sara Davidson. "E' venuto il momento di dire tutta la verità. Scriviamo insieme la mia biografia. Sul mio conto sono state scritte troppe idiozie", le disse. Questa biografia, intitolata succintamente Rock Hudson: His Story, esce dunque "autorizzata", raccolta dalla sua voce.