NEW YORK - Dunque, è il decennale della morte di Elvis Presley, semplicemente detto The King, il re. E, dieci anni dopo, la "elvismania" negli Stati Uniti è ancora irrefrenabile, intensa, sentimentale, e anche insopportabile, ridicola, rumorosa e volgare. Ma quali che siano gli aggettivi che preferite per definire quello che Presley è stato, o non è mai stato, "la settimana di Elvis", che è cominciata l'8 agosto e finirà la sera del 16 con una processione dei fans davanti alla tomba del cantante, è uno di quegli avvenimenti che, nonostante i colti interventi degli esperti di cultura di massa, fanno nascere la tentazione di definirli assurdi.

Elvis Presley, 90 anni del mito americano che guarda sornione questo mondo impazzito

di Gino Castaldo

In decine di migliaia stanno arrivando in questi giorni nella città di Memphis: turismo di famiglia e di gruppi più che di singoli, undici dollari e novantacinque centesimi tutto compreso. Una settimana "piena di calore, risate e allegria. Anche se partecipate per la prima volta vi sentirete parte di una grande riunione di famiglia", dice la pubblicità della Società Presley, che è diretta dalla ex moglie, dalla zia, dalla figlia e da vari amici del cantante. Le migliaia di fans, molti di loro vestiti come lui, si affollano negli hotel della città, che a loro volta programmano celebrazioni del "Re" che durano tutta la settimana.