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Il governo ucraino sta cercando di limitare gli effetti del grosso scandalo di corruzione che ha colpito alcuni suoi esponenti, oltre che imprenditori vicini al presidente Volodymyr Zelensky. Il governo sta cercando di fare in modo che lo scandalo non gli faccia perdere la fiducia degli alleati occidentali, soprattutto in un momento di difficoltà finanziaria, in cui ha bisogno di grossi trasferimenti economici per mantenere le attività quotidiane e la difesa del paese dalla Russia.
Lo scandalo sta inoltre suscitando molta rabbia nell’opinione pubblica, tra le altre cose perché riguarda uno schema di corruzione dentro le società energetiche ucraine, in un momento in cui gli attacchi russi stanno colpendo sistematicamente le infrastrutture dell’energia, con gravi conseguenze per la popolazione. In alcune zone di Kyiv, la capitale, l’elettricità manca fino a 11 ore al giorno, e con l’arrivo dell’inverno ci sono timori anche per le interruzioni al riscaldamento degli edifici: secondo alcune analisi quest’inverno potrebbe diventare il più pesante dall’inizio della guerra, nel 2022.
Zelensky e il governo stanno cercando di recuperare la fiducia con provvedimenti che però finora sono considerati troppo timidi. Tra le altre cose il presidente ha costretto alle dimissioni i ministri coinvolti; rinnovato le leadership di Energoatom, l’azienda statale dell’energia nucleare coinvolta nello scandalo; annunciato un nuovo consiglio di supervisione dell’ente; creato una nuova commissione speciale in parlamento. È stato inoltre annunciato un nuovo sistema di controllo anticorruzione per le commesse pubbliche.











