Le "ambiguità" della Lega, l'urgenza di "confermare il sostegno a Kiev", procedendo anche con "l'acquisto di armi dagli Usa", per evitare di fare "la solita figura da Italietta".

Mentre Matteo Salvini insiste sulla necessità di "fare chiarezza" sullo scandalo corruzione che ha toccato "gli amici di Zelensky", le opposizioni vanno all'attacco chiedendo che il governo porti quanto prima in Parlamento il decreto legge che rinnova l'autorizzazione a inviare aiuti militari al Paese aggredito dalla Russia. Proprio nei giorni in cui la situazione al fronte, insieme ai problemi interni al governo ucraino, preoccupano non poco tutte le capitali europee, a partire da Roma.

Il leader leghista mantiene la sua posizione critica, pur sottolineando che il sostegno all'Ucraina è sempre stato "fuori discussione". Soprattutto ora, gli fa eco - unico a parlare degli alleati di governo - il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, che "gli attacchi russi si sono fatti più intensi e più violenti". Il resto della maggioranza tace, anche per evitare di sovrapporsi nelle ore in cui risuona il discorso molto intenso sulle guerre del presidente della Repubblica Sergio Mattarella da Berlino. Al suo rientro il Capo dello Stato domani presiederà il Consiglio supremo di Difesa che affronterà temi analoghi, Ucraina, Gaza, i rischi della guerra ibrida. E Giorgia Meloni ribadirà che la postura dell'Italia non cambia.