C’è un momento, nella vita di un automobilista medio – e chi non lo è, in questo paese di santi, poeti e navigatori motorizzati? – in cui al volante ci si gioca tutto. Si preme l’acceleratore, si sterza con nonchalance, e intanto il telefono vibra sul cruscotto come un diavoletto tentatore.
La distrazione al volante
Un sms, una telefonata, “solo un secondo”, diciamo a noi stessi, mentre il mondo fuori scorre a cento all’ora. E in quel secondo, che sembra innocuo come un battito di ciglia, si gioca spesso la partita tra la vita e la morte.
L’impegno dell’Aci
Geronimo La Russa, storico presidente dell’Aci Milano e ora eletto numero uno dell’ACI, lo dice senza giri di parole in occasione della Giornata Mondiale in ricordo delle vittime della strada. “La sicurezza dipende da noi”, recita la campagna dell’Automobile Club, e lui la rilancia con l’urgenza di chi ha visto troppi guardrail contorti. Non è fatalità, insiste: è scelta sbagliata. Un sms, una telefonata, e il diritto universale alla mobilità responsabile si trasforma in un lutto collettivo. Troppe volte, aggiunge, l’incidente non è un destino cieco, ma il frutto di azioni che potevamo evitare. Parola di chi, tra le nebbie lombarde e le curve appenniniche, ha imparato a distinguere il caso dalla distrazione.









