Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 14:58
Mentre gli sfollati di Gaza affondano nel fango, a pochi chilometri di distanza migliaia di tende, coperte e beni di prima necessità per affrontare l’inverno restano bloccati ai valichi a causa delle restrizioni imposte da Israele. Una “violazione del diritto internazionale” ha denunciato Natalie Boucly, vice commissaria generale dell’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi. In un’intervista rilasciata al Guardian durante la sua visita a Bruxelles, la funzionaria ha fatto appello all’Unione europea e Stati Uniti perché facciano pressione sul governo di Tel Aviv, per consentire un flusso illimitato di aiuti umanitari alla popolazione stremata della Striscia.
Nell’intervista Boucly cita la quarta Convenzione di Ginevra e la Corte internazionale di giustizia, secondo cui Israele in quanto potenza occupante deve “garantire i beni di prima necessità agli abitanti palestinesi”. Limitando l’accesso degli aiuti quindi, Tel Aviv “non non sta rispettando il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani”.
L’Unrwa ha scorte che potrebbero riempire 6mila camion. Cibo in grado di sfamare gli abitanti della Striscia per tre mesi e che invece resta fermo in Egitto e in Giordania. “Con l’avvicinarsi dell’inverno – dice ancora Boucly- la carestia che continua ad attanagliare la popolazione, è fondamentale che tutti questi aiuti giungano a Gaza senza indugio. E questo vale anche per le altre agenzie delle Nazioni Unite, perché le restrizioni e i vincoli persistono”.







