"Quanti morti occorreranno ancora, prima che si cessi di guardare alla guerra come strumento per risolvere le controversie tra gli Stati, che ne faccia uso per l'arbitrio di voler dominare altri popoli? "Nie wieder". "Mai più". È l’espressione adottata nella comunità internazionale per condannare l'olocausto ebraico. A "Nie wieder" si contrappone "wieder": "di nuovo". A questo assistiamo. Di nuovo guerra. Di nuovo razzismo. Di nuovo grandi disuguaglianze. Di nuovo violenza. Di nuovo aggressione”. A dirlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Bundestag tedesco in occasione della Giornata nazionale del Lutto.
Il capo dello Stato prosegue: "Da sempre la guerra ambisce a proiettare la sua ombra cupa sull'umanità. Il Novecento ha trasformato la tragedia dei soldati in tragedia dei popoli. Nei borghi d'Europa e nelle città distrutte dai bombardamenti, nelle campagne devastate, milioni di civili divennero bersagli”. E aggiunge: “Deportazioni, genocidi, hanno caratterizzato la Seconda guerra mondiale. Da allora, il volto della guerra non si riflette soltanto in quello del combattente, ma diviene quello del bambino, della madre, dell'anziano senza difesa. È quanto accade, oggi, a Kiev, a Gaza".










