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All’evento di Roma slogan pro Pal, Lgbt e antiproibizionisti

Carri, tamburi, maschere e riferimenti alla Palestina: è andato in scena ieri a Roma il Climate Pride. Una parata annunciata come manifestazione per la giustizia climatica - con più di 80 associazioni promotrici - ma che ha visto sfilare un universo politico che col clima ha un rapporto sempre più laterale. Niente di nuovo, già prima dell’evento le intenzioni sembravano chiare: ribadire l’identità di un mondo militante che mette tutto dentro lo stesso calderone ideologico.

«Questo è il momento di dimostrare che ci importa del clima, che è una nostra priorità - recitava un video promozionale dell’evento sui social da parte di un’attivista di Extinction Rebellion - che non sottostaremo al patriarcato estrattivista e coloniale ma che ci uniremo a una transizione giusta, dal basso, eco-transfemminista».