Caro direttore, tutti: televisioni, stampa, dibattiti, scuola, università, mamme, sono preoccupati per Gaza. L'Ucraina non esiste più. Se continua il massacro nei confronti di una nazione a noi vicina, ma non musulmana, tutti se ne fregano. Eppure, a parte l'incombente pericolo di islamizzazione, la Russia sembra non rappresentare un pericolo per noi. Quando poi vedo nelle manifestazioni garrire le bandiere rosse falce e martello mi sembra che il comunismo sia la soluzione auspicabile per l'Italia. Stalin ed islam. Questa è la soluzione per mettere in futura sicurezza l'Italia.

Dario Verdelli

Villorba

Caro lettore, bandiere e Islam a parte, ciò che mi fa piuttosto riflettere è l'indifferenza con cui vengono archiviate nella memoria collettiva le morti, spesso di civili, e le distruzioni di città e quartieri che si ripetono quotidianamente in Ucraina. Come se quelle vittime non contassero nulla. Come se quelle bombe che cadono sulle città ucraine sganciate dai droni russi provenissero da un videogioco e non fossero invece una tragica realtà.

Eppure fino a poche settimane fa c'erano migliaia di persone che scendevano in piazza per manifestare la propria, legittima, indignazione per i massacri di Gaza. Che firmavano appelli, che scrivevano ai giornali, che lanciavano post sui social, che reclamavano interventi immediati dei governi per chiedere la pace e per dar voce alla loro protesta e alla loro rabbia di fronte alle brutalità dell'esercito israeliano contro i civili della Striscia.