MESTRE - L’hanno presa per i capelli, strappandoglieli con una violenza inaudita. E poi giù schiaffi e spinte. In due contro una donna, ai quali si sarebbe aggiunto anche un terzo arrivato con una sedia per tirargliela contro la schiena, fino a gettarla a terra in mezzo agli altri clienti del bar. Tre furie che nemmeno il buttafuori del locale è riuscito a bloccare prima che si avventassero sulla barista e titolare del “Lounge bar Dalla Moretta” di via Palazzo, vicino al cinema, finita in ospedale ricoperta di lividi e ferite con una prognosi di 12 giorni. «E tutto - racconta Cristina - perché non volevo dargli da bere e farli uscire dal mio locale. Mi hanno devastata, per riprendermi sono stata costretta a chiudere il bar per una settimana».
La scena di violenza si è consumata dopo la mezzanotte tra ieri e venerdì, con l’arrivo di tre pattuglie della polizia, ambulanza e militari di “Strade sicure”, in quella via Palazzo dove le cattive frequentazioni serali sono dunque drammaticamente riprese. Cristina, la “Moretta”, parla velocemente, ancora sotto choc per l’incubo vissuto in prima persona: «Nel bar c’erano i nostri dipendenti, venerdì sera ero a cena fuori. Quando sono arrivata, erano passate le 24, ho visto quei due uomini che facevano casino. Erano entrati che avevano già bevuto parecchio da qualche altra parte, e volevano ordinare degli alcolici. Mi sono avvicinata a loro e gli ho detto “per piacere, andate via. Non vi dò da bere”». E qui è scattato il finimondo. «Uno mi ha presa per i capelli - riprende la titolare del bar -. Ha aperto la mano e mi ha stretto i capelli in un pugno. Poi ha tirato fortissimo, strappandomi interi ciuffi». E poi le botte, che Cristina fatica ancora a ricostruire: «Hanno iniziato a picchiarmi su tutto il corpo. Erano in due, dell’Est, tra i 20 e i 24 anni... Pochi istanti dopo se ne è aggiunto un terzo, mi pare fosse italiano, che mi ha tirato una sedia sulla schiena. Forse uno di loro aveva anche un coltello». Nel bar c’erano altri clienti, ed anche il buttafuori, ma l’aggressione alla donna è stata tanto fulminea quanto violenta. «Sono finita a terra, mi sono messa a piangere. Qualcuno è riuscito a sbatterli fuori, non so com’è andata... Abbiamo chiamato la polizia, e poi la polizia ha chiamato l’ambulanza».






