VAZZOLA (TREVISO) Hanno fatto razzia di tutto, arraffando dai tavoli e dalle vetrine enormi vassoi in argento massiccio, teiere, posateria e servizi antichi: dalla cassaforte nello studio, nascosta dietro a un quadro e aperta con il flessibile hanno portato via penne stilografiche e orologi d’oro: tutti pezzi dal valore importante economico e affettivo, la maggior parte trasferiti dalla dimora veneziana del nonno, per un valore di diverse decine di miglia di euro. «Hanno agito secondo un ordine preciso, e hanno avuto tutto il tempo per portare a termine il loro piano». Renato Grisostolo, ora direttore delle farmacie a Breda di Piave, Saletto e Candelù, un tempo di sua proprietà, è ancora incredulo all’indomani dell’incredibile assalto in villa.
Mercoledì 12 novembre nel tardo pomeriggio, nel suo bel palazzo in piazza a Vazzola, vicino a municipio e chiesa, è entrato in azione un commando di almeno quattro banditi. Hanno lasciato tre impronte di scarpe, forse quattro, appartenenti a persone diverse, nella terrazza appena tinteggiata e dove nessuno ci aveva ancora camminato sopra, all’esame ora della polizia Scientifica, mentre un altro componente della banda attendeva in auto. Uno dei banditi sarebbe stato pure visto uscire dal portoncino d’ingresso che dà sulla piazza. Hanno scavalcato il cancello dalla parte del giardino e sono entrati tirando giù la porta antisfondamento, come quelle dei gioiellerie, prendendola a picconate, finchè ha ceduto. Hanno fatto piazza pulita di tutta l’argenteria di famiglia. Poi sono entrati nello studio, hanno tolto tutti i quadri finchè non hanno trovato la cassaforte che hanno aperto con un flessibile. Non c’era denaro ma tanti ricordi, orologi d’oro a taschino e stilografiche, ricordi di famiglia.







