Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Secondo l’imputazione della Procura, avrebbe esercitato pressioni sulle autorità statunitensi perché intervenissero in favore del padre
La prima sezione della Supreme Federal Court of Brazil (STF) ha deciso di accogliere la denuncia della Procura Generale della Repubblica nei confronti di Eduardo Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Il provvedimento – anticipato da testate brasiliane e confermato da fonti ufficiali – apre la strada al processo per accuse di coercizione compiute all’estero, finalizzate a condizionare il procedimento penale a carico del padre.
Secondo l’imputazione della Procura, Eduardo Bolsonaro avrebbe esercitato pressioni sulle autorità statunitensi perché intervenissero in favore del padre: chiedendo sanzioni economiche contro il Brasile, sospensione di visti per giudici della Corte suprema brasiliana e l’uso della legge “Magnitsky”. Le prove, scrive il relatore della causa, il giudice Alexandre de Moraes, delineano condotte volte a generare instabilità istituzionale e sociale. La difesa risponde che i comportamenti denunciati rientrerebbero in logiche politiche e diplomatiche, non in atti perseguibili ai sensi dell’art. 344 del codice penale brasiliano (coercizione).







