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Ultimo aggiornamento: 19:22

L’offensiva del presidente americano Donald Trump sulla vicenda dei suoi rapporti con il miliardario Jeffrey Epstein e il suo giro di minorenni – in base ai documenti prima resi noti dai democratici, poi anche dai repubblicani ma a scopo protettivo verso il tycoon – inizia con un intervento sul suo social Truth: “La bufala di Jeffrey Epstein”, scritto tutto in maiuscolo (THE JEFFREY EPSTEIN HOAX) a cui viene allegato un servizio di Fox News.

Nel video dell’emittente che sostiene le idee di Trump, si afferma che i democratici hanno tirato fuori le email di Epstein per distrarre dallo shutdown che ha sospeso il funzionamento della macchina federale, con disagi notevoli e sospensione di stipendi, e che, in ogni caso, nei messaggi di posta elettronica che il finanziere condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minorenni e morto in carcere il 10 agosto 2019 – suicida secondo l’inchiesta ufficiale – scambiava con la sua sodale Ghislaine Maxwell e lo scrittore Michael Wolff, non c’è nulla che possa nuocere al presidente dal punto di vista penale.

Ma Trump non si accontenta e rilancia: “Epstein era un democratico ed è un problema dei democratici, non dei repubblicani! Chiedete a Bill Clinton, Reid Hoffman e Larry Summers di Epstein, loro sanno tutto di lui, non perdete tempo con Trump. Ho un Paese da governare!”. Per il capo della Casa Bianca “i democratici stanno facendo tutto il possibile per promuovere nuovamente la bufala Epstein, nonostante il Dipartimento di Giustizia abbia pubblicato 50.000 pagine di documenti, al fine di distogliere l’attenzione dalle loro politiche inadeguate e dalle loro perdite, in particolare dall’imbarazzante shutdown, che ha causato un disordine totale all’interno del loro partito, che non ha idea di cosa fare. E alcuni repubblicani deboli sono caduti nelle loro grinfie perché sono ingenui e poco risoluti”.