I democratici diffondono uno scambio di mail tra Epstein, Maxwell e il giornalista Wolff, in cui ritorna il nome del presidente Trump. Lo scoop del New York Times e Cnn
Jeffrey Epstein e Donald Trump
Washington – “Trump sapeva delle ragazze” e "Virginia Giuffre ha passato ore a casa mia con lui”. Firmato Jeffrey Epstein. Dopo aver incenerito il principe Andrea, esautorato da ogni titolo nel Regno Unito, il caso del finanziere pedofilo esplode pericolosamente nelle mani del tycoon, con la diffusione di alcune e-mail di Epstein da parte dei democratici della commissione vigilanza della Camera che indaga sulla vicenda.
I messaggi, scambiati con la fidanzata-complice Ghislaine Maxwell e con il giornalista-scrittore Michael Wolff, contraddicono non solo la versione del tycoon, ma anche quella della stessa Maxwell che intende chiedere al presidente la scarcerazione, commutando i suoi 20 anni di pena dopo aver escluso il suo coinvolgimento in comportamenti illeciti.
I democratici vanno all’attacco, cavalcando le frasi compromettenti del finanziere: “Queste ultime e-mail e corrispondenze sollevano domande inquietanti su cosa stia ancora nascondendo la Casa Bianca e sulla natura del rapporto tra Epstein e il presidente”, ha incalzato il deputato Robert Garcia, massimo esponente del partito nella commissione di vigilanza. Immediata la reazione della Casa Bianca, che ha accusato gli oppositori di voler gettare fango: “I Democratici hanno fatto trapelare selettivamente email ai media progressisti per creare una falsa narrazione e diffamare il presidente Trump”, ha replicato la portavoce Karoline Leavitt, ribadendo l'affermazione del tycoon secondo cui cacciò “Epstein dal suo club a Mar-a-Lago decenni fa per essersi comportato in modo inappropriato con le sue dipendenti, inclusa la Giuffre”, che peraltro “non lo ha mai accusato di nulla”.










