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6 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:33
Di resoconti ce n’era soltanto uno. Mancavano gli altri tre. L’accusatrice era la stessa: una donna, minorenne all’epoca dei fatti – nel 1983 -, che dichiarava di essere stata abusata sessualmente da Donald Trump. Pagine che erano sparite dal sito del Dipartimento di Giustizia. Ora il ministero guidato da Pam Bondi – che peraltro dovrà comparire davanti alla commissione che indaga – le ha ripubblicate, spiegando che fossero state erroneamente omesse durante una precedente revisione. Riguardano altre tre interviste condotte con la donna nell’agosto e nell’ottobre 2019 e rientrano nella mole di files relativi al caso Epstein, il finanziere pedofilo trovato morto nella sua cella nel 2019. Le accuse non sono comprovate. Gli agenti dell’FBI l’hanno interrogata quattro volte, ma nel database del Dipartimento di Giustizia, reso pubblico all’inizio di quest’anno, era disponibile solo un promemoria che ricordava un’intervista del luglio 2019. In quell’intervista, la donna ha affermato di essere stata ripetutamente abusata da Epstein quando era minorenne e viveva nella Carolina del Sud. Nella stessa intervista, però non aveva mosso alcuna accusa contro Trump.








