"Il partito è stato compatto, io sono onorata di questo, me lo aspettavo. Sono grata al partito e al presidente Fontana che mi ha espresso stima. Non vengo da un ambiente politico quindi ho capito quanta strumentalizzazione c'è stata. Io sono una persona molto moderata con tutti e certi linguaggi di odio aggressivi e certe strumentalizzazioni fanno male anche verso l'esterno. Non ho compreso il motivo di questi attacchi così strumentali". Federica Picchi, la sottosegretaria lombarda con delega a Sport e Giovani – molto vicina ad Arianna Meloni – risponde a distanza di qualche giorno alle polemiche sul voto di sfiducia arrivato in aula nei suoi confronti anche grazie al voto segreto di esponenti della maggioranza. Sfiducia che, però, non ha esito, visto che il governatore Fontana ha stabilito che Picchi resterà al suo posto. "FdI ha una leader molto forte - ha aggiunto -. Io credo che l'unico fatto di debolezza sia farne vedere la fragilità. Io non ho dubbi sul mio partito, ci siamo confrontati con tutti i consiglieri dopo il voto e la coesione e solidarietà sono stata piene. Il voto è segreto ma sul mio partito metto le mani sul fuoco". Per Picchi, questa è stata una vicenda "umanamente non piacevole" ma "che ha permesso di rendere il partito ancora più coeso. Essere divisi è una debolezza e per l'opposizione è l'unica chance per indebolirci. Questa vicenda ha compattato di più il mio partito e anche la maggioranza. Ne siamo usciti più forti", ha concluso Picchi.