“Un fatto grave, reale, che non posso sminuire”. Ma che, secondo la versione ufficiale dei vertici del partito, non sarebbe dovuto a divisioni interne – “Abbiamo motivo, verificato, di credere che non sia mancato nemmeno un voto di quelli di Fratelli d'Italia” – quando a un “tradimento” da parte dei nemici-amici di Lega e Forza Italia, “è evidente che gli alleati hanno detto una cosa e poi ne hanno fatta un'altra, i numeri parlano chiaro. C'è un tema aperto”. Ovvero, “capire se c’è una lealtà reciproca oppure no”.

All’indomani del voto di sfiducia incassato al Pirellone da Federica Picchi, sottosegretaria allo Sport della giunta di Attilio Fontana nominata nel 2024 in quota FdI e amica di Arianna Meloni, in Lombardia sembra avvicinarsi la resa dei conti all’interno del centrodestra.

La foto pubblicata da Picchi con Arianna Meloni lunedì in Regione

Perché no, i meloniani non ci stanno a far passare l’idea che il voto contro Picchi – che ha incassato una ventina di voti contrari (e segreti) da parte della sua stessa maggioranza – sia dovuto a franchi tiratori presenti tra le loro fila: i responsabili, secondo i Fratelli, sarebbero da cercare negli altri partiti della (litigiosa) coalizione di centrodestra, messa alla prova dal patto siglato da Giorgia Meloni e Matteo Salvini che assicurerebbe ai meloniani il futuro candidato lombardo nel 2028, in cambio dell’ok in Veneto alla corsa del leghista Alberto Stefani per le regionali del prossimo 23-24 novembre. Patto che ha mandato in fibrillazione i leghisti lombardi.