Dagli al miliardario. Il programma politico, fiscale, ideologico della sinistra italiana, quella (sulla carta) moderata, lo spiega Lorenzo Pacini, esponente del Pd a Quarta Repubblica su Rete 4: «Gli unici pericolosi per quanto mi riguarda sono i miliardari, perché mettono in discussione il nostro sistema democratico, decidendo di fatto quali sono le nostre politiche pubbliche. Se oggi un lavoratore che guadagna 2mila, 3mila euro al mese viene massacrato di tasse e c’è un inferno di tasse in Italia è perché ci sono partiti come i vostri che stanno al governo che, invece, rendono l’Italia un paradiso fiscale per i miliardari». Insomma, l’Italia come le Isole Cayman.

«20 anni fa - prosegue Pacini - l’uomo più ricco d’Italia possedeva 12 miliardi di euro. 20 anni dopo, cioè oggi, l’uomo più ricco d’Italia possiede 40 miliardi di euro. Triplicato. In questi 20 anni cos’è che non è triplicato? Lo stipendio delle persone. Anzi, il costo della vita è aumentato, quindi lo stipendio è ancora più basso di milioni di lavoratori. Qui l’unico problema è che non si tassano i ricchi, non si tassa quell’uno per cento della popolazione che possiede un quinto della ricchezza o quel 5 per cento della popolazione che possiede il 40% della ricchezza. Quindi da un lato abbiamo il 90% degli italiani e dall'altro 1%, 5% che possiede metà della ricchezza del paese. Serve un contributo di solidarietà, una tassa, qualcosa che serva per ridistribuire questa ricchezza, perché nel frattempo il 90% degli italiani fa fatica a fare la spesa, a pagare un affitto».