E quindi ora cosa se ne fanno? Delle piazze e delle piazzate, voglio dire. Ormai la sinistra italiana vive praticamente solo di questo: la settimana pari la piazza di Elly, la settimana dispari quella di Conte, mentre il dinamico duo Bonelli & Fratoianni non salta mai un turno neanche per un lieve affaticamento muscolare. Piccolo “dettaglio”: la storia corre veloce, e sembra quasi irridere con le sue violente accelerazioni chi si attarda in corteo a recitare stanchi e inutili slogan.

L’ultimo esempio si è registrato tra sabato pomeriggio e la notte appena successiva. Quelli sparacchiano cori e apparecchiano striscioni contro il riarmo? Neanche otto ore dopo, parte la devastante azione militare voluta da Trump contro il regime iraniano e i suoi impianti nucleari.

Per carità: sarebbe ingiusto accusare di irrilevanza solo l’opposizione italiana, mentre è ormai fuori gioco l’intera galassia delle organizzazioni sovranazionali. L’Onu oscilla tra posizioni inutili e dichiarazioni dannose (tipo quelle di ieri del solito Antonio Guterres, dal cuore sempre più tenero verso i dittatori). L’Ue è ormai un set per le foto di rito e per le pompose allocuzioni di Macron. Perfino il G7 conta sempre meno.