L’unica soluzione è chiudersi in un bunker, lontano dai rischi delle piazze e dalle sollecitazioni furbesche di Giuseppe Conte. La scelta (estrema) di Elly Schlein, alle prese con un’altra strettoia delle sue. Una trappola che la segretaria del Pd si è costruita da sola, preda di una sindrome perniciosissima: «Pas d’ennemis à gauche». È il tic, nessun nemico a sinistra, che il Nazareno ha assecondato (estremizzandolo) per almeno due settimane, quando ha dato di fatto il via libera alla manifestazione oltranzista di oggi a Piazzale Ostiense. Un corteo che riunisce tutte le sigle più scatenate del fronte pro-Pal, persino i Giovani palestinesi d’Italia, quelli che considerano il 7 ottobre una festa. «Parteciperemo», derubricò frettolosamente la segretaria, provocando lo sbigottimento della minoranza. Una manifestazione contro la Nato, che riporta le lancette agli anni '70, modello sinistra extra parlamentare, altro che Pci. Scontato che venisse fuori un’altra polemica con i fiocchi. Giorno dopo giorno, l’entusiasmo della prima cerchia di collaboratori della segretaria (gli unici che contano qualcosa) ha cominciato ad affievolirsi.