Scoprirlo troppo tardi significa spesso non avere scampo. In Italia, meno del 20% dei tumori gastrici viene diagnosticato in fase iniziale, quando le probabilità di sopravvivenza superano il 90%. Eppure, il carcinoma gastrico è ancora orfano di un PDTA nazionale, ovvero un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale capace di garantire a tutti i pazienti un accesso uniforme a test e terapie su tutto il territorio. La denuncia arriva da pazienti e specialisti riuniti oggi a Roma per l’8° Convegno Nazionale di “Vivere Senza Stomaco, Si Può ODV”, dal titolo “Tumore gastrico, una sfida da vincere insieme: nuovi e vecchi bisogni”.

La voce dei pazienti: “Serve un piano nazionale”

A differenza di altre neoplasie gastrointestinali come il tumore del colon-retto, il carcinoma gastrico non ha programmi di screening che permettano di individuarlo per tempo. “Per questo è fondamentale migliorare la consapevolezza sui fattori di rischio e sulla prevenzione primaria, che passa da stili di vita sani e da una dieta corretta – spiega Claudia Santangelo, presidente dell’associazione Vivere Senza Stomaco, Si Può ODV –. In Italia vivono 72.900 persone dopo una diagnosi di tumore gastrico. Dobbiamo tutelare i loro diritti e accompagnarli nel difficile percorso di cura”. Santangelo chiede con forza l’istituzione di un PDTA nazionale che sia affiancato da percorsi regionali armonizzati. Solo così, dice, “possiamo garantire una presa in carico multidisciplinare nei centri di riferimento e un lavoro di squadra tra tutte le figure professionali coinvolte. Un approccio che può davvero fare la differenza nella sopravvivenza e nella qualità di vita dei pazienti”.