In Italia si stimano circa 14mila nuovi casi di carcinoma gastrico allo stomaco, per meno del 20% individuati nella fase iniziale.

Di conseguenza, la sopravvivenza a 5 anni è pari solo al 32%. Per questo sarà avviato a breve lo studio per la validazione scientifica di GastroForm, questionario di 79 domande parte del progetto "Gastroscreening", uno dei primi in Europa che mira a identificare le persone a rischio di sviluppare il tumore dello stomaco, grazie a un test di primo livello.

Lo studio è stato presentato oggi a Brescia, nel Convegno Nazionale "Road to Gastroscreening/3", con gli interventi di clinici, epidemiologi, anatomopatologi, biologi molecolari, Istituzioni e associazioni di pazienti. "In Giappone e Corea del Sud l'adesione al programma di screening gastrico è elevata e supera il 70%", spiega Gian Luca Baiocchi, co-fondatore e responsabile scientifico di RicerChiAmo Onlus. "In Italia, dove il tumore dello stomaco è meno frequente, non è possibile adottare il 'modello' orientale", e da qui la "necessità di individuare un esame di primo livello, non invasivo, a bassissimo costo e relativamente specifico per questa neoplasia, per una valutazione iniziale della popolazione a rischio, a cui può essere poi consigliata la gastroscopia". Nei 5mila rispondenti tra 40 e 80 anni della prima versione a 38 domande del questionario, "a più di 600 cittadini è stato consigliato di sottoporsi alla gastroscopia".