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Ultimo aggiornamento: 13:34

In Mali è in corso una crisi nella crisi. Dallo scorso settembre l’accesso all’elettricità è reso quasi impossibile per via del blocco dei camion, da parte di uno dei principali gruppi jihadisti dell’area, contenenti carburante dai paesi confinanti, necessario per fornire elettricità alla popolazione. Questo accade in un Paese dove già migliaia di persone sono costrette a lasciare i propri villaggi a causa di conflitti armati, tensioni intercomunitarie e instabilità politica.

Dal 2012, l’instabilità continua nel Paese si è trasformata in una crisi umanitaria complessa e multiforme, causata principalmente dai conflitti interni, dall’insicurezza e dagli shock climatici. Ad oggi risulta che circa 6,4 milioni di persone, pari al 28% della popolazione, hanno bisogno di assistenza umanitaria. Le esigenze più urgenti si concentrano nel nord e nel centro del Mali, dove i conflitti hanno causato sfollamenti, aggravato le vulnerabilità e limitato l’accesso ai servizi di base. Tra le regioni più colpite ci sono quelle di Mopti e Bandiagara, dove, nel 2025, si sono registrati più di 133mila sfollati, di cui il 58% sono donne.