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9 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:50
Raramente le crisi africane sono innescate solo dalla politica. Spesso iniziano con l’acqua — troppo poca, troppo inquinata, condivisa in modo troppo iniquo. La siccità spinge i pastori ad abbandonare le proprie terre, le inondazioni spazzano via villaggi, mercati e scuole, le città in rapida crescita devono far fronte a sfide sanitarie e idrogeologiche apparentemente insormontabili. In tutte queste circostanze, le famiglie diventano più vulnerabili allo sgombero e alla migrazione forzata, alla fame e ai conflitti, alla miseria e al degrado.
Nel Sahel si sono verificati scontri tra agricoltori e pastori a causa del cambiamento delle precipitazioni. Nell’Africa meridionale, i rubinetti asciutti nelle città sempre più affollate hanno alimentato disordini e costretto al razionamento. Nel 2025, colera e insicurezza idrica hanno causato profonde crisi politiche in Zambia, Zimbabwe, Malawi e Mozambico. Intermittenze o interruzioni dei servizi idrici, assieme all’intasamento di latrine e pozzi hanno contaminato pozzi e fiumi — provocando epidemie che si sono risolte in crisi umanitarie e politiche. Carenza di cloro, ritardi nel rifornimento potabile di emergenza, enormi e diffuse disuguaglianze hanno scatenato le proteste, azzerando la fiducia nell’autorità.






