Oggi in Italia i 13-19enni sono poco più di 4 milioni, il 6,86% della popolazione complessiva, pari a uno su 15, un numero piuttosto esiguo se pensiamo che gli over 65 sono uno su 4. Nel 1983 erano oltre 6 milioni e mezzo e rappresentavano l’11,6% della popolazione. Il dato è contenuto nella XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, dal titolo “Senza filtri”, diffuso oggi, venerdì 14 novembre, da Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Futuro poco roseo
Guardando al futuro la situazione è destinata a peggiorare ancora: la fascia degli adolescenti si restringerà a 3 milioni 760 mila nel 2030 e a meno di 3 milioni nel 2050 (2 milioni 947 mila). Dal punto di vista territoriale non si registrano divari molto ampi, anche se risultano particolarmente basse le quote di teen in Liguria, Molise e Sardegna (solo il 6,1%), mentre le più elevate sono quelle della Campania (7,6%) e della Provincia Autonoma di Bolzano (7,5%).
Sempre più adolescenti sono figli unici
Cambiano anche le configurazioni delle famiglie: sempre più adolescenti sono figli unici (sono il 22% e le famiglie con adolescenti che hanno un solo figlio sono il 27,5%) e oggi quasi un adolescente su 4 vive con un solo genitore (il 4,4% delle famiglie con figli adolescenti sono composte da un padre monogenitore e il 18,5% da una madre sola). L’isolamento può costituire uno dei problemi fondamentali per le famiglie con adolescenti, perché sono un gruppo minoritario (rappresentano solo il 12,1% del totale dei nuclei, con o senza figli) particolarmente a rischio di povertà ed esclusione sociale (46% delle famiglie monogenitoriali con due o più figli adolescenti contro il 20,7% delle famiglie con due genitori e un solo figlio 11-15enne).








