Sembra una regola non scritta, ma consolidata da decenni: ogni volta che dal sottosuolo della città di Roma sembra poter emergere un corpo sepolto, riecheggia il nome di Emanuela Orlandi.

Perché si scava alla Casa del Jazz?

Potrebbe esserci il corpo della cittadina vaticana scomparsa 42 anni fa, sepolto nei cunicoli sotto la Casa del Jazz a Roma? Se li stanno chiedendo in molti, dopo le attività di scavo iniziate ieri mattina sotto lo spazio culturale nato sulle ceneri del bene confiscato alla criminalità organizzata. Scavi partiti da una richiesta di verifica partita dall’ex giudice Guglielmo Muntoni: lì sotto potrebbero esserci anche i resti del magistrato Paolo Adinolfi, misteriosamente scomparso il 2 luglio del 1994, quindi undici anni dopo la scomparsa della cittadina vaticana. Due misteri tra cui non c’è una relazione apparente, almeno fino ad oggi.

Le parole di Muntoni

A mettere in relazione uno tra i più oscuri casi di scomparsa in Italia con l’altro, meno noto ma ugualmente inquietante del giudice, é lo stesso Muntoni che ha dichiarato: “Questa attività non è solo sul giudice Adinolfi. L’obiettivo è capire cosa si possa nascondere nell’antica e storica galleria che è sotto la Casa Jazz che trovammo trent’anni fa interrata. L’idea è che sia stata interrata per nascondere qualcosa ma c’è anche una botola di acceso che permetteva un recupero. Potremmo trovare dei corpi e uno dei corpi ipotizzati è quello del giudice Paolo Adinolfi: è una cosa che chiedo da 29 anni”. (fonte: Il Giornale)