Ogni 25 millimetri di pioggia in meno all’anno, i conflitti tra esseri umani e fauna selvatica - carnivori in particolare - aumentano di oltre il 2%. È quanto emerso da un’indagine condotta da un team dell’Università della California-Davis che ha analizzato i registri di interazione in California tra il 2017 e il 2023. Un segno tangibile - secondo gli esperti - che il cambiamento climatico non è una minaccia distante, ma sta già rimodellando la nostra convivenza con le altre specie, mettendo tutti a rischio.

Viaggio nella città degli orsi: la ricetta rumena per la convivenza fra umani e plantigradi

di Eleonora Dragotto

Carnivori sotto pressione

L’impatto della siccità non è uguale per tutti i gruppi tassonomici e le specie. Dai dati raccolti da Kendall Calhoun e colleghi, i carnivori sono quelli messi più sotto pressione e i conflitti con gli esseri umani sono quasi tre volte maggiori rispetto a quelli con gli erbivori. Ciò è particolarmente evidente in specie come il leone di montagna (Puma concolor), il coyote (Canis latrans) e il bobcat (Lynx rufus), che hanno registrato incrementi percentuali significativi nei conflitti segnalati. A queste si aggiunge l'orso nero americano (Ursus americanus), un onnivoro, che si è distinto come l'unica specie non carnivora ad aver mostrato un incremento altrettanto marcato.