Una vita libera, alternativa, a contatto con la natura o una scelta estrema, del tutto inadatta a dei bambini? Per più di cinquemila persone che hanno aderito alla petizione per salvare la famiglia che vive nel bosco di Palmoli (Chieti), senza acqua corrente né elettricità con tre bambini piccoli, la risposta esatta è la prima. "Educare i figli con amore, rispetto per la natura e empatia è un esempio positivo. La loro scelta di vita dovrebbe essere rispettata, non punita", "Stanno chiedendo solo di vivere serenamente", "Spero realmente che il nostro paese non abbia perso completamente la propria libertà, nè il rispetto verso le persone che preferiscono fare scelte diverse da quelle imposte da un sistema eccessivamente corrotto", “Lasciateli in pace, sono più centrati degli altri bimbi ormai lobotomizzati”.

Sono solo alcuni dei commenti comparsi su Change.org, nella pagina dedicata alla petizione avviata dall'associazione per i diritti degli animali Meta Parma e che punta alla difesa di Catherin e Nathan. Australiana lei, inglese lui, vivono in un vecchio casolare con i loro tre figli, una bambina di 8 anni e due gemelli di 6. L’acqua è quella del pozzo, la cucina è a legna, e il bagno, ovviamente senza scarico, è all’esterno dell’abitazione. La vicenda è arrivata in procura nel 2024, dopo che la famiglia era finita in ospedale per un’intossicazione alimentare dovuta a dei funghi. I carabinieri avevano così scoperto le condizioni abitative, le carenze igienico-sanitarie e l'assenza di un percorso scolastico per i piccoli. Ora la decisione riguardo al futuro dei figli spetta al Tribunale per i minorenni chiamato a pronunciarsi entro fine novembre a meno che la famiglia non accetti di ripristinare nella casa almeno i servizi igienici.