Crediamo che su Venezia sia stato scritto più che su qualsiasi altra città al mondo, fin nei minimi particolari. Tra cui i campanili della città che oggidì svettano in tantissime pubblicazioni, colte, coltissime, turistiche, immaginifiche. Eppure c'è un libro che svetta più in alto di tutti e sarà presentato mercoledì 26 novembre dalla professoressa Donatella Calabi e dal professor Francesco Vallerani all'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, a palazzo Franchetti in campo S. Stefano. È uscito a giugno di quest'anno ed è un corposo volume che pare completo in modo maniacale, difatti include anche un capitolo sulle campane, il cui suono a Venezia ha una particolare importanza, un altro sugli ornamenti, uno sulle cuspidi, uno sui modellini storici di campanili e una quantità di aneddoti estratti con cura dalla biblioteca Marciana e dall'Archivio di Stato. "I Campanili e le Campane di Venezia, nella Storia, nell'Arte e nell'architettura" edito dall'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, il che è già una garanzia. Reca come autori due nomi importanti: Mario Rosso, laureato a Ca' Foscari in Storia delle arti e Conservazione dei Beni Artistici, diplomato alla Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica dell'archivio di Stato di Venezia e per giunta iscritto all'associazione Italiana di Campanologia e Riccardo Vianello, socio dell'Ateneo Veneto e della Deputazione di Storia Patria, grande esperto di Toponomastica.
Il Paròn de Casa e i suoi colleghi, storie di campane tra torri e leggende
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