Il singhiozzo è un disturbo praticamente universale. Ognuno di noi, chi più e chi meno, si è trovato ad affrontare quel fastidioso hic che appare all’improvviso, non di rado anche nei momenti meno opportuni.
Nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno banale e temporaneo, che dura da pochi secondi a qualche minuto e scompare senza che sia necessario alcun intervento medico. Esistono anche piccoli “trucchetti” che possono velocizzare la sua scomparsa e, alcuni di questi, possono essere considerati a tutti gli effetti vecchi rimedi della nonna. Tuttavia, il singhiozzo, quando persistente, può celare patologie più importante che è meglio non sottovalutare. «Alla base della comparsa del singhiozzo ci sono contrazioni ripetute e involontarie del diaframma, il muscolo della respirazione», spiega Adolfo Renzi, responsabile dell'Unità Operativa delle Malattie funzionali dell’esofago e del colon-retto dell’Ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli di Napoli. «Questo fenomeno è innescato dall'irritazione del nervo frenico, che controlla appunto le contrazioni diaframmatiche. Ogni contrazione del diaframma – continua – si conclude con una brusca chiusura della glottide, la valvola che separa l'apparato respiratorio da quello digerente, e questo dà luogo al tipico hic».






