Fu il primo rettore dell'Università degli studi di Bari Aldo Moro, di cui per molti anni diresse la Clinica medica, nonché fondatore dell'istituto di Patologia speciale e Metodologia clinica, stimato endocrinologo. Ma fu anche fermo sostenitore di campagne eugenetiche e poi fra i firmatari del Manifesto della Razza del 1938, in piena aderenza con quello che era il suo credo politico: fascista. L'Uniba gli ha dedicato un capitolo del libro commemorativo presentato nella celebrazione del centenario della facoltà di Medicina e chirurgia.
La storia centenaria della Scuola-Facoltà di Medicina celebra il professor Nicola Pende, firmatario del Manifesto della razza, dedicandogli un capitolo nel quale di questa sua posizione e delle sue idee razziste non c'è alcuna valutazione critica. Non è questa la storia che può essere raccontata oggi, non è questa la storia di una Scuola di medicina e di una Università che da anni ha praticato e continua a praticare inclusività e internazionalizzazione e che ha fatto dell'accoglienza una pratica quotidiana. Avevo segnalato agli "editors" di questo libro, e al preside che ha promosso l'iniziativa, questo tema, che oggi giustamente indigna, ma hanno voluto procedere comunque.







