E non hanno fatto altro che sorridersi i due ieri, seduti una di fronte all'altro nel tavolone di casa Pd e alla destra di Schlein c'era la numero due del partito - Marta Bonafoni, che se è possibile è più a sinistra della principale - e hanno convenuto su questo: «La legge di bilancio di Meloni - ha ripetuto più volte Landini - porta il Paese a sbattere. Stiamo chiedendo di cambiarla». «Pure noi», dice Elly. E insieme sono per la patrimoniale - miele per le orecchie di Elly quando il compagno di strada spiega: «Stiamo chiedendo che i più ricchi, 500.000 persone che hanno una ricchezza netta superiore ai 2 milioni di euro, diano un contributo di solidarietà dell'1,3 per cento e così si recuperano 26 miliardi» - per la lotta a favore di salari più alti e per abbassare le tasse ai «veri poveri».
Probabilmente, allora, il 12 dicembre Schlein sarà in piazza con la Cgil per lo sciopero generale. Anche Conte? Molto meno probabile, e comunque il fatto che il leader M5S si stia mostrando sensibile alle proposte di modifica della finanziaria elaborate dalla Cisl - che con il sindacato landianiano è ai ferri corti, ma anche con la Uil di Bombardieri la Cgil è riuscita a rompere nella sua ansia da «rivolta sociale» e nella sua politicizzazione spinta - non aiuta l'eventuale condivisione della piazza tra stellati e sindacatone.






