Si chiama CME cannibale ed è un fenomeno tanto raro quanto potente: due tempeste solari, partite a breve distanza l’una dall’altra, si fonderanno nello spazio prima di colpire la Terra. Secondo il centro di meteorologia spaziale della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), l’impatto, atteso nelle prossime ore, ha il potenziale per innescare una tempesta geomagnetica “forte” (G3), con il rischio di raggiungere la soglia “acuta” (G4). Questo evento potrebbe causare anomalie ai satelliti, interferenze alle comunicazioni radio e deviazioni dei segnali GPS. Ma c’è anche un lato spettacolare: se le condizioni saranno favorevoli, una magnifica aurora boreale potrebbe essere visibile anche a medie latitudini, Italia inclusa.
Cos’è una “CME cannibale”?
Una CME (Espulsione di Massa Coronale) è un’enorme bolla di plasma e campi magnetici, contenente miliardi di tonnellate di particelle cariche, espulsa dalla corona solare a velocità che possono sfiorare i 3.000 km/s. A volte, come in questo caso, si verificano due espulsioni ravvicinate. Se la seconda CME è significativamente più veloce della prima, la “rincorre” nello spazio, la raggiunge e la “ingloba”, fondendosi con essa. Questa fusione crea un’unica, grande e complessa nube magnetica, molto più intensa e capace di scatenare tempeste geomagnetiche più potenti sulla Terra.













