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Mentre è in corso la COP30 di Belém, in Brasile, la Germania sta cercando in tutti i modi di risolvere una disputa diplomatica fra Australia e Turchia, che vogliono entrambe ospitare la conferenza il prossimo anno. Se non verrà trovata una soluzione entro la fine di questa COP, la Germania diventerà automaticamente paese ospitante, ed è l’ultima cosa che vorrebbe fare al momento. L’ha reso chiaro lunedì il segretario di Stato al ministero dell’Ambiente tedesco, Jochen Flasbarth, dicendo che prepararsi con soli 12 mesi di anticipo sarebbe molto complicato per via della rigida burocrazia tedesca: «Dovremmo farlo, ma non vogliamo», ha riassunto.

La COP è l’annuale conferenza sul clima che riunisce organizzazioni internazionali e rappresentanti di moltissimi governi per discutere le politiche da adottare per affrontare il riscaldamento globale. Il paese ospitante cambia di anno in anno ed è scelto sulla base di candidature spontanee e attraverso dei lunghi negoziati fra cinque gruppi regionali delle Nazioni Unite, che devono raggiungere l’unanimità. Se questo accordo non viene raggiunto, la conferenza viene organizzata automaticamente a Bonn, nella zona centro-occidentale della Germania, dove ha sede l’UNFCCC, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di organizzare la COP. Finora la conferenza si è svolta a Bonn due volte, nel 1999 e nel 2017.