Siamo soli nell’Universo? Esistono altri mondi simili alla Terra? Queste sono solo alcune delle domande a cui cercherà di dare una risposta l’astrofisico Amedeo Balbi durante l’incontro “Trent'anni di altri mondi: dal primo esopianeta alla ricerca di vita” che si terrà, lunedì 17 novembre 2025, alle ore 21, presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale di Torino.
L’incontro è organizzato, in occasione dell’Astronomy Day, da Infini.to - Planetario di Torino, Museo dell’Astronomia e dello Spazio “Attilio Ferrari", in collaborazione con “La Stampa”. Modera l’incontro Gabriele Beccaria.
Il 6 ottobre 1995, due astrofisici svizzeri, Michel Mayor e Didier Queloz, annunciarono al mondo una scoperta che avrebbe rivoluzionato per sempre l’astronomia: l’esistenza di un pianeta al di fuori del nostro Sistema Solare, il primo esopianeta della storia.
Quel mondo, chiamato 51 Pegasi b, orbita attorno alla stella 51 Pegasi, nella costellazione di Pegaso, il mitico cavallo alato. È conosciuto anche con il nome di Bellerofonte, in onore dell’eroe greco che riuscì a domare la creatura leggendaria.
Da tempo gli astronomi sospettavano che altre stelle potessero ospitare sistemi planetari, ma mancavano strumenti e metodi per individuarli. A partire dagli Anni 70, grazie ai progressi tecnologici e a un nuovo approccio osservativo, fu sviluppata una tecnica rivoluzionaria: il metodo delle velocità radiali.







