BOLOGNA – La data, per stessa ammissione degli organizzatori, è stata “scelta con la doverosa malizia”. Tanto che più di qualcuno ha pensato si trattasse in realtà di un Pesce d’aprile: perché ragionare di “Terra piatta: quali prospettive” in un planetario proprio il 1° aprile? Accade a San Giovanni in Persiceto, mercoledì sera, quando all’Osservatorio astronomico è in programma (vicolo Baciadonne 1, alle 21, ingresso gratuito senza prenotazione) “una conferenza che si interroga, con spirito semiserio e telescopio puntato, su una delle teorie più longeve e resistenti della storia dell’umanità: la Terra piatta”.
"Non vuole essere una presa in giro dei terrapiattisti”, mette subito in chiaro Diana Magoni del Gruppo astrofili persicetani. “In occasione del 1° aprile volevamo fare qualcosa di originale e abbiamo pensato a questo tema. Ne ragioniamo in modo serio, come siamo passati dalle conoscenze sulla Terra tonda alla credenza che sia piatta”. Al planetario di vicolo Baciadonne si parlerà di Erastotene, filosofo che tre secoli prima di Cristo dimostrò che il nostro pianeta è tondo, e passando per Pitagora, Aristotele, i romanzi di fantascienza di Terry Pratchett si approderà agli sterminati campi di calcio su cui si esercitavano Holly & Benji dove l’orizzonte (ovvero la porta avversaria) pareva infinito, passando pure per i circuiti di Pacman. “La conferenza non si limita al dato tecnico”, infatti, “la Terra piatta è anche un fenomeno culturale: vive su Youtube, genera milioni di visualizzazioni, ispira documentari, alimenta community globali”. Che resistono sulle loro posizioni “nonostante le prove empiriche che la Terra è sferica, basti pensare all’eclissi di Luna”. Già, ma ci siamo andati davvero sulla Luna? Ecco un altro complottismo duro a morire. “Molto è frutto dei social”, ragiona Magoni, “e dell’idea del complottismo e del cameratismo. Ideali talmente radicati che chi li vive resta convinto della sua idea. Sono vere e proprie sindromi psicologiche”.







