Erano amici già all’asilo, anche se in classi diverse. Poi compagni fissi: le elementari e le medie a Borgoricco, le superiori al liceo scientifico Newton di Camposampiero. Compagni di studio: «Quasi tutti i pomeriggi ero a casa sua, studiavamo assieme». E di giochi: «La playstation, certo, ma lo sport vero lo faceva più lui, calcio, soprattutto pallavolo». Morose? «Ne ha avuta anche una di sinistra».
Parla Marco Occàri, 33 anni, professione medico legale, capogruppo di maggioranza a Borgoricco, il Comune dell’Alta Padovana di cui l’attuale candidato governatore del Veneto per il centrodestra è stato sindaco e di cui è tuttora consigliere comunale. Amici per la pelle, ma, a quanto racconta, senza tante marachelle.
Dottor Occàri, come è diventato “compagno di banco” di Alberto Stefani?
«La destinazione dei banchi, si sa, è casuale. Siamo dello stesso anno, io il 1° ottobre, Alberto il 16 novembre. All’asilo in classi diverse, dalle elementari alla maturità stessa classe, stesse amicizie, stessi interessi. Sport a parte. Lui lo praticava, e pure bene, io insomma. A calcio al massimo portiere».
Com’era Stefani studente?






