Poteva essere una buona mossa per l’agricoltura, ma alla fine la proposta emendativa della presidente della Commissione Ue, Urusula von der Leyen, sul capitolo agricolo del quadro finanziario pluriennale europeo rischia di rivelarsi un flop. Unico dato positivo l’accordo tra Commissione e Parlamento sulla semplificazione che consente agli agricoltori di risparmiare 1,6 miliardi e 200 milioni alle amministrazioni degli Stati. L’intesa punta a limitare i controlli in loco alle aziende agricole a un anno, aumentando a 3mila euro (dai 2.500 proposti dalla Commissione) il tetto di aiuti forfettari che i governi possono concedere su base annuale ai piccoli agricoltori e introducendo un nuovo pagamento una tantum per lo sviluppo aziendale fino a 75mila.
Ma gli agricoltori hanno accolto male il Fondo unico, ma a preoccupare più del taglio del 25% delle risorse, che porta a 300 miliardi il budget per l’agricoltura, è la rinazionalizzazione degli interventi. Oggi, come ha spiegato il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, il governo Meloni destinerebbe al settore tutte le risorse della Politica agricola comune assegnate e d’altra parte lo ha dimostrato con i finanziamenti nazionali che, tra leggi di Bilancio e altri provvedimenti, hanno distribuito oltre 15 miliardi in tre anni. Ma il futuro potrebbe essere incerto e magari spingere un altro esecutivo a dirottare i finanziamenti agricoli su altri interventi ritenuti prioritari. Per questo il ministro ha giudicato non soddisfacenti le modifiche proposte. «Occorrono – ha spiegato Lollobrigida - più risorse per l'agricoltura e bisogna salvaguardare la specificità della Pac, distinta da altri tipi di fondi.









