È ufficiale, i creator ora possono (e devono) iscriversi all'albo degli influencer. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha approvato la delibera del Consiglio numero 197 del 2025 che non solo istituisce l'albo, ma introduce anche un codice di condotta dedicato che disciplina trasparenza, pubblicità e tutela dei minori nel mondo social.Si tratta del primo quadro normativo strutturato in Italia che equipara, almeno in parte, gli influencer ai fornitori di servizi di media audiovisivi, come le televisioni o le piattaforme on demand. L'obiettivo è colmare il vuoto normativo di un settore che ormai muove centinaia di milioni di euro e incide profondamente sulle scelte di consumo e sui comportamenti sociali, regolando l'influencer marketing in linea con il Digital service act (Dsa), il pacchetto europeo di regole per governare le grandi piattaforme online.Chi deve iscriversi all'alboL'iscrizione è obbligatoria per tutti gli influencer considerati “rilevanti”, cioè coloro che superano la soglia di 500mila follower su almeno una piattaforma o che raggiungono un milione di visualizzazioni medie mensili calcolate sui sei mesi precedenti la domanda. Il valore dei followers è invece rilevato al trentesimo giorno antecedente l'invio del modulo di iscrizione.Secondo l'Autorità garante, questi soggetti, circa 2.000 creator, non sono più meri utenti ma veri e propri operatori della comunicazione audiovisiva: gestiscono contenuti, scelgono temi e linguaggi e influenzano un pubblico vasto, con un impatto assimilabile a quello dei canali media.Chi non raggiunge le soglie potrà comunque chiedere l’iscrizione all'albo degli influencer su base volontaria, accettando le stesse regole del codice di condotta.Come registrarsiChi rientra in queste categorie deve comunicare i propri dati all'Autorità compilando un modulo online disponibile sul sito dell'Agcom. L'influencer dovrà indicare nome o nickname pubblico, link ai propri profili social, dati delle metriche aggiornati e un indirizzo di posta elettronica certificata o personale o dell'agenzia che lo rappresenta.Una volta raccolte le domande, l’Autorità pubblica l’elenco ufficiale sul proprio sito, rendendo visibili solo le informazioni essenziali (nome o nickname e metriche). L’albo sarà aggiornato due volte l’anno, in aprile e ottobre, sulla base delle variazioni comunicate dagli stessi iscritti.Le regole di condottaIl codice di condotta approvato da Agcom recepisce i principi della digital chart dell'Istituto di autodisciplina pubblicitaria (Iap) e introduce norme vincolanti sulla chiarezza delle comunicazioni commerciali.Ogni collaborazione deve essere immediatamente riconoscibile: l'uso di hashtag come #pubblicità, #adv o #sponsorizzato è obbligatorio, così come l'indicazione visiva delle partnership o dei prodotti forniti a fini promozionali. Anche i contenuti realizzati con intelligenza artificiale dovranno essere dichiarati in modo chiaro attraverso diciture come “foto modificata”. Inoltre, i creator saranno tenuti a impegnarsi per prevenire la diffusione di fake news.È prevista un'unica eccezione per l'autopromozione: non serve segnalare la pubblicità quando l'influencer promuove opere o marchi propri, come un libro, un disco o un brand personale. Tutte le altre forme di collaborazione – anche senza compenso economico diretto – devono essere rese trasparenti al pubblico.Tutela dei minori e responsabilità dei contenutiGrande attenzione è riservata alla protezione dei minori, sia come pubblico, sia come protagonisti dei contenuti. Gli influencer devono evitare di diffondere materiale potenzialmente dannoso o fuorviante e utilizzare, ove disponibili, le funzioni delle piattaforme per segnalare contenuti “non adatti ai minori”.Sono inoltre richiamate le norme generali sul rispetto della dignità umana, il contrasto alla discriminazione, alla violenza e all'hate speech. L'Agcom potrà intervenire per valutare la conformità dei contenuti diffusi, soprattutto in caso di discorsi d'odio, stereotipi offensivi o pratiche ingannevoli.Le sanzioni previsteGli influencer iscritti all'albo sono soggetti alla vigilanza diretta dell'Agcom. In caso di violazioni, l'Autorità può avviare un procedimento ai sensi del proprio regolamento sulle sanzioni amministrative, imponendo multe proporzionate alla gravità dell'infrazione.Nello specifico, le multe possono arrivare fino a 250mila euro per le violazioni meno gravi, come la pubblicità occulta non dichiarata. I casi più gravi rappresenteranno infrazioni legate alla tutela dei minori, in questo caso le multe potrebbero arrivare fino a 600mila euro. Anche chi non si iscriverà al registro pur avendo i requisiti incorrerà a sanzioni. Le segnalazioni potranno arrivare direttamente dall'Agcom ma anche dagli utenti stessi.Nei casi più seri, l'Agcom può chiedere alle piattaforme di rimuovere o limitare i contenuti e, in presenza di comportamenti reiterati, può disporre la sospensione o l'esclusione dall'albo. Le sanzioni saranno determinate secondo la procedura prevista dal regolamento generale dell'Autorità.Quando iscriversiLa delibera è stata approvata il 23 luglio 2025 ed è entrata in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Da novembre 2025 il modulo per la registrazione è online e gli influencer hanno tre mesi di tempo per completare la procedura, che terminerà quindi intorno a febbraio 2026. Il primo elenco ufficiale verrà pubblicato entro la primavera 2026 e costituirà, di fatto, il debutto operativo dell’albo.Con questa riforma, l’Italia si allinea ai più recenti indirizzi europei e riconosce agli influencer un ruolo professionale a pieno titolo. Secondo le intenzioni dell'Agcom, l'albo non nasce per limitare la libertà di espressione, ma per rendere più chiaro e sicuro un mercato in cui le linee tra intrattenimento e pubblicità sono spesso sfumate.
Gli influencer hanno un albo ufficiale in Italia. Ecco chi deve iscriversi e cosa rischia chi non rispetta le regole
I creator con più di 500mila followers o un milione di visualizzazioni mensili avranno tempo fino a febbraio 2026 per aderire al registro









