Caricamento player

Da qualche giorno sul sito dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) è stato pubblicato il modulo per iscriversi all’“Elenco degli influencer rilevanti”, che molti stanno informalmente chiamando “registro degli influencer”. Sostanzialmente, l’Agcom chiede a tutti i content creator di una certa rilevanza, e che guadagnano dalla propria attività, di fornire le proprie informazioni anagrafiche – nome, cognome, nickname con cui sono conosciuti online, numero di follower e di visualizzazioni mensili sulle varie piattaforme – in modo da essere inclusi in un apposito albo pubblico ufficiale.

Le persone iscritte a questo albo dovranno attenersi a un codice di condotta che li equipara, almeno parzialmente, ai fornitori di servizi di media audiovisivi tradizionali. Tra gli obblighi inclusi in questo regolamento c’è quello di usare hashtag come #adv, #pubblicità o #sponsorizzato sotto ogni contenuto a pagamento svolto in collaborazione con un brand, quello di segnalare ogni volta che si realizza un contenuto con l’intelligenza artificiale generativa e quello di prevenire la diffusione di notizie false. Inoltre, gli influencer dovranno evitare di diffondere contenuti “non adatti ai minori”, discriminatori o lesivi della dignità umana.