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Ultimo aggiornamento: 18:48
C’è grande nervosismo tra i proconsoli della banda della Barona, quartiere a sud di Milano, e che dal 2023, arresto dopo arresto, si sta dimostrando una piovra criminale mai vista fino a oggi in città. Un Hydra velenosa sempre in grado di risorgere dalle proprie ceneri, potendo contare, secondo gli inquirenti, sull’appoggio di Cosa nostra e su quello mediatico di alcuni cantanti della scena trap milanese. Si sa, il nervosismo non porta mai buoni pensieri. Così nelle ultime annotazioni della polizia giudiziaria emerge chiaro il rischio di una prossima faida armata per riaffermare un controllo sul territorio attenuato dal fatto che i boss della famiglia Calajò, Nazzareno e Luca su tutti, sono oggi in galera. E proprio questo nervosismo ha provocato la reazione del capo Nazzareno Calajò, il quale, solo pochi giorni fa, al termine di un battibecco avvenuto in carcere si è lasciato andare a esplicite minacce di morte nei confronti di un investigatore della Polizia penitenziaria del carcere di Opera che da oltre tre anni al fianco del pm Francesco De Tommasi, annotazione dopo annotazione, senza timori sta raccontando questo romanzo criminale. Minacce chiare finite in una informativa subito depositata in Procura. Per Calajò non è la prima volta, già mesi fa aveva svelato i propositi di uccidere i pm titolari delle indagini, Francesco De Tommasi e Gianluca Prisco, che per questo sono finiti sotto scorta armata.






