Caricamento player
In Italia ci sono centinaia di monasteri che rischiano di essere abbandonati o trasformati in strutture per turisti. Perlopiù si tratta di luoghi molto grandi e costruiti secoli fa, in località isolate, ma anche nel centro storico di diverse città. Sono edifici affascinanti sia per la loro architettura che per i paesaggi che li circondano, due dei motivi per cui oggi molti di questi luoghi in stato di abbandono vengono acquistati da società private e riutilizzati come hotel, o affittati per matrimoni e cerimonie.
È difficile stabilire con precisione quanti monasteri ci siano in Italia perché neanche la Chiesa e la CEI, la conferenza dei vescovi italiani, hanno piena contezza della situazione. Secondo il rapporto Vincoli in rete del ministero della Cultura, realizzato in collaborazione con la CEI, i monasteri sarebbero 861, ma il censimento è ancora in corso. Nel 2019 un’analisi dell’Università di Bologna stimò che dei circa 350 monasteri abitati da monache in Italia, il 60 per cento rischiava di chiudere nell’arco di dieci anni per via dell’abbandono e della crisi di vocazioni, che riguarda tanto i monasteri femminili quanto quelli maschili.
Nel 2025, secondo l’annuario statistico della Chiesa, in Europa le donne religiose in meno rispetto all’anno precedente sono state 7.338. Il calo è costante: nel 2024 le religiose erano state 7.012 in meno rispetto al 2023, e l’anno prima ancora erano state 7.804. Sono numeri dovuti principalmente al fatto che le donne consacrate in Europa hanno un’età media molto alta, e mentre molte muoiono sono poche quelle che scelgono di consacrarsi, con il risultato che i monasteri sono sempre più vuoti.






