Il Papa, nella messa a Sant'Anselmo all'Aventino, ha sottolineato il ruolo dei monasteri, realtà "di frontiera", che hanno spinto "uomini e donne coraggiosi a impiantare focolai di preghiera, lavoro e carità nei luoghi più remoti e impervi, spesso trasformando aree desolate in terreni fertili e ricchi, dal punto di vista agricolo ed economico, ma soprattutto spirituale.

Il monastero, così, si è sempre più caratterizzato come luogo di crescita, di pace, di ospitalità e di unità, anche nei periodi più bui della storia", ha detto il Pontefice nell'omelia in occasione dei 125 anni di dedicazione della chiesa.

"Pure nel nostro tempo non mancano sfide da affrontare.

I cambiamenti repentini di cui siamo testimoni ci provocano e ci interrogano, suscitando problematiche finora inedite. Questa celebrazione - ha aggiunto Leone - ci ricorda che, come l'apostolo Pietro, e insieme a lui Benedetto e tanti altri, anche noi potremo rispondere alle esigenze della vocazione ricevuta solo mettendo Cristo al centro della nostra esistenza".

La visita di Leone a Sant'Anselmo è anche un omaggio a Leone XIII che ha fortemente voluto questo luogo sacro e che "ne promosse la costruzione", come ricordato dallo stesso Prevost nell'omelia.