Accendere i fari sulla previdenza complementare, non solo quelli delle aziende ma anche del governo. Rafforzare il ruolo della previdenza complementare appare una missione tutt'altro che semplice e lo si evince dalle parole del presidente di Assofondipensione Gabriele Maggi: "Gli sforzi da fare sono tanti e c'è purtroppo da sottolineare una mancanza di attenzione politica. Tutti gli anni ci promettono mari e monti ma poi alla fine non ci danno nulla. Questo fa capire in maniera evidente la miopia che la classe politica ha nel non comprendere che la sostenibilità del welfare nel medio e lungo termine è interesse comune di tutti gli italiani". Uno sforzo che Maggi chiede in occasione dell'evento "Il valore del dialogo: l'engagement di Assofondipensione", un'iniziativa che si colloca all'interno di un piano più ampio dell'associazione per lo sviluppo della previdenza complementare. "Stiamo portando avanti numerosi progetti e lavoriamo in sintonia sugli obiettivi – ha spiegato Maggi –. Noi riteniamo che il secondo pilastro complementare diventerà sempre più fondamentale nel sostenere il primo pilastro pubblico, che sappiamo tutti ha diverse criticità". Tanti progetti in cantiere, altri già avviati, ma ancora numerose sfide da affrontare. A cominciare dal tasso di adesione ai fondi negoziali, che si attesta a un valore "basso" "per un Paese come l'Italia" e che si scontra con lo slancio elevato di quelli europei, ma anche sull'importanza della sostenibilità. L’evento, infatti, si inserisce nell’ambito delle Settimane dell’investimento sostenibile e responsabile e segna una nuova fase del Progetto Engagement, con cui Assofondipensione intende ampliare il dialogo con società di tutto il mondo, di cui i fondi pensione soci posseggono pacchetti azionari. Secondo il vicepresidente di Assofondipensione Ignazio Ganga, all'interno di una fase di grandi transizioni "non porsi il problema della sostenibilità sarebbe pericoloso per chi deve investire i fondi di lavoratrici e lavoratori". "Dialogo" è la parola d'ordine e nel primo semestre 2025 il progetto ha coinvolto 20 fondi pensione negoziali e numerose aziende italiane, tra cui Ferrari, Generali, Intesa San Paolo e Snam. Maggi ha infine ricordato i numeri di Assofondipensione. "Attualmente abbiamo 33 fondi pensione negoziali soci, per 4,2 milioni di iscritti e circa 80 miliardi di euro di patrimonio".