"Il giornalismo d'inchiesta illumina delle zone d'ombra" che spesso "sono zone che il potere, la politica, non vuole che vengano illuminate.

Noi invece siamo qui e continuiamo tenacemente ad illuminarle. E io credo che il valore della del giornalismo di inchiesta sia un valore inalienabile dell'umanità", "dà coraggio a chi lo fa e dà coraggio a chi lo ascolta e lo vede, perché dà il senso che possono cambiare le cose". E' quanto ha detto il giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, a margine di una conferenza stampa a Firenze. Per Ranucci il giornalismo d'inchiesta è un lavoro di squadra, perché "è un lavoro complicatissimo, che richiede non due occhi, ma anche quattro, anche sei. Noi anche otto ce ne abbiamo quando scarichiamo le puntate".

"Le scelte che ho fatto le farei tutte. E' dal 2021 che sono sotto scorta, dal 2009 sotto tutela. Diciamo che non è che mi ha cambiato tanto", ha aggiunto Ranucci tornando sull'attentato subito lo scorso ottobre. "I miei figli sono abituati a convivere con una figura che è assente e che c'è il rischio che non possa tornare a casa. Ma come può accadere anche ai normali poliziotti o a chi si occupa di 'servizio pubblico'. Però sanno benissimo che queste assenze" fanno parte di un pacchetto "che è necessario se si vuole consegnare al mondo e alle future generazioni un mondo migliore".