SETTEVILLE (BELLUNO) - Paura. Ecco cosa c’è negli occhi dei residenti di via Monfenera ad Alano di Piave. E quello che è accaduto venerdì sera non ha fatto altro che confermare i loro timori, ciò che loro stessi vanno dicendo da qualche tempo: per queste strade gira una persona pericolosa. Venerdì quella che sembra essere una lite tra padre e figlio è degenerata. Le urla dei due nordafricani hanno richiamato altri connazionali finchè il padre non ha tirato fuori una lama, probabilmente una forbice, e ha accoltellato un 26enne. Il giovane è stato ricoverato al Santa Maria del Prato di Felter e dimesso il giorno dopo. Ma le grida, l’immagine del sangue è ancora bene impressa nella mente dei residenti che hanno assistito alla scena.
«Questi fatti accadono – spiega la vicesindaca Michela Simioni – perché il nostro Comune ha una presenza significativa e variegata di cittadini che provengono da diversi Paesi, in particolare nord Africa, Cina e Albania che spesso imparano a comportarsi come noi ma che, a volte, mantengono le loro abitudini. Secondo me la presenza di stranieri provenienti da tanti Paesi, costituisce l’esempio di una società in evoluzione. Dobbiamo riconoscere che l’integrazione è un percorso a doppio senso che richiede sforzo sia da parte dei nuovi residenti che da parte della comunità ospitante. La nostra Amministrazione attraverso l’assessore competente in collaborazione con l’ufficio dei servizi sociali e con le forze dell’ordine, cerca di intercettare le situazioni di disagio, di emarginazione, di violenza domestica e l’approccio è sempre quello di sostegno e tutela della vittima a prescindere dalla sua nazionalità».






