Roma, 10 nov. (askanews) – La Cina ha criticato duramente il primo ministro giapponese Sanae Takaichi per le sue dichiarazioni sulla possibilità che il Giappone impieghi le proprie forze armate in caso di crisi nello Stretto di Taiwan, definendole un atto che “danneggia seriamente i rapporti bilaterali e mette in discussione l’ordine internazionale del dopoguerra”.
La scorsa settimana, rispondendo a una domanda in Parlamento, Takaichi ha affermato che un’eventuale crisi a Taiwan accompagnata dall’uso della forza potrebbe configurare per il Giappone una “situazione minacciosa per la sopravvivenza”, condizione che consentirebbe a Tokyo di partecipare ad azioni militari insieme agli Stati uniti, attivando la clausola della difesa collettiva negli accordi bilaterali.
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha condannato le parole di Takaichi durante una conferenza stampa a Pechino, sostenendo che si tratta di “una flagrante interferenza negli affari interni della Cina”, di una violazione del principio dell'”Unica Cina” e di un gesto per il quale Pechino ha già presentato protesta formale a Tokyo. “Che segnale intende inviare la leader giapponese alle forze dell’indipendenza di Taiwan?”, ha chiesto Lin.










